• Cronaca di una Sessione di Mastering

    Cronaca di una Sessione di Mastering

    Published on 18th March 2016 12:30  Numero di Visualizzazioni: 1639  
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    Articolo a cura di Gianni "KaribuMastering"

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    Eccomi di nuovo in pista…lo so, è passato un po’ di tempo dall’ultimo articolo, ma avevo avvisato …il lavoro (per fortuna) prende sempre più tempo e di conseguenza quello per scrivere è sempre meno, ma questa volta ho pensato di mettermi nei panni dei lettori; insomma, di scrivere qualcosa che io avrei sempre voluto leggere: la “cronaca” di una sessione di mastering!

    Proverò a fare un esperimento: spiegare il procedimento che ho applicato per effettuare il mastering di un singolo, inserendo alcuni samples del brano in questione dopo le varie operazioni (pubblicati chiaramente previa autorizzazione ). Tutti i files audio di esempio sono 48KHz/24bit (sample rate/bit depth originali) per mantenere l’ascolto senza perdite di qualità.

    Innanzitutto occorre specificare che la procedura di un mastering (per lo meno a livello professionale) non è mai uno standard o un’applicazione di uno o più presets automatizzati, per cui anche l’articolo di oggi è, per l’appunto, da prendere come un esempio ed il processing che ho applicato come un caso specifico (come del resto succede realmente durante una sessione), e non è detto (anzi, è molto improbabile) che applicando le stesse cose su un altro brano si ottenga lo stesso risultato.

    I fattori che intervengono nelle scelte sono molteplici, perché cambiano sia le richieste del cliente che i mix da cui si parte, nonché il genere musicale e pertanto il target di ascolto medio.

    In questo caso il brano (“Elefante Rosa” di CIX) è una ballad pop, già uscita in lingua Italiana alcuni anni fa (il mastering non l’avevo fatto io all’epoca) e del quale è stata prodotta la versione in lingua Spagnola; ecco un sample del mix:

    https://dl.dropboxusercontent.com/u/...RONACA_MIX.wav

    Le uniche richieste esplicite che mi sono state fatte sono di raggiungere un loudness elevatissimo e mantenere lo “spessore” nel registro grave, e mi è stato specificato che il master avrebbe avuto come destinazione finale la stampa su CD.

    Innanzitutto occorre sottolineare che io, in qualità di mastering engineer, mi occupo di alcuni aspetti e non di altri…mi spiego meglio:

    • Non intervengo delle scelte di produzione (se non esplicitamente richiesto), per cui nel momento in cui sto facendo il mio lavoro non dò, ad esempio, mie opinioni su composizione, arrangiamento, scelta delle sonorità ecc..
    • Non commento il mix se non per scelte che possono essere in conflitto con le richieste che mi vengono fatte per il mastering. Se il mix è stato approvato dalla produzione non è mio compito segnalare eventuali cose che io a mio gusto avrei fatto diversamente; ad esempio segnalerò invece, se mi viene data una reference di risultato finale completamente diversa dal mix, che potrebbe essere difficile (o impossibile) ottenere esattamente quel risultato partendo dal mix in mio possesso e quali sono le motivazioni

    In questo caso il mix è ben equilibrato e non presenta particolari criticità, per cui possiamo dire che siamo in un caso abbastanza “tipico” (è peraltro sempre più raro ricevere mix con problemi di equilibrio davvero sensibili e in quei casi in cui ciò succede è normalmente perché il mixing engineer ha poca esperienza e pertanto è il primo a chiedere a me un’opinione in merito ed è ben contento, in caso sia necessario, di rimettervi per correggerlo).

    La prima cosa che faccio è un attento ascolto, e nel presente brano mi saltano all’orecchio un paio di caratteristiche:

    • La voce è piuttosto alta di volume. Chiaramente trattandosi di musica pop in origine Italiana questo non è così strano, ciò nonostante può essere in conflitto con la richiesta di loudness, occorrerà prestare attenzione
    • Il low-end, pur essendo molto presente, è ben delineato e stabile. Questo è ottimo in funzione della richiesta di mantenere questo aspetto
    • Qualche sibilante un po’ fastidiosa. Il controllo delle “S” e ssssimili (…passatemi la freddura …) è un aspetto fondamentale in mastering, ed in questo caso delicato dato che nella lingua Spagnola assumono un’importanza particolare e dovranno essere mantenute come presenza eliminando quella “durezza” che possono dare
    • Si tratta di un singolo, per cui qualsiasi operazione sarà fine al brano stesso; se si trattasse di un album (o EP), dovrei tener conto anche degli altri brani, per cui non è detto che opterei per le stesse scelte


    A tutto l’articolo premetto che il mio tentativo sarà di “sezionare” l’operazione di mastering a livello di EQ, Deessing, limiting ecc…anche se nella pratica (io personalmente) svolgo tutto un po’ in contemporanea, nel senso che non ho una suddivisione cronologica del workflow del tipo “Deesso, una volta fatto comprimo se è il caso, poi equalizzo, poi limito ecc…” ma effettuo tutto insieme, dato che ogni operazione influenza le altre; inoltre tendo ad avere un approccio più istintivo che analitico (…giro le manopole – anche se con cognizione di causa – finché non mi fermo perché “ecco è lui!”…). In questo caso ho provato a catturare il risultato dopo alcuni processi ed infine il master finale, in modo da aiutare l’esposizione, e spero possa essere interessante…

    DEESSING e prima EQ:
    Come ho accennato sopra ho proceduto a controllare le sibilanti della voce, allo scopo ho usato semplicemente il plugin Waves RDeesser, prima settando come Deesser, ma l’intervento non era sufficiente a risolvere il problema; l’ho spostato allora come High-Freq limiter, ed impostando la frequenza intorno agli 8KHz ho limitato le sibilanti critiche ed ottenuto la “pasta sonora” che mi convinceva mantenendo comunque l’idea di voce “chiara” del mix. L’intervento del processore è stato comunque limitato ad un massimo di circa 1.5dB di riduzione.

    Per quanto riguarda l’EQ ho lavorato nella gamma bassa scavando intorno ai 90Hz (trucco paradossalmente molto utile per enfatizzare le sub…), guadagnando leggermente intorno ai 38Hz (non solo non sono mai stato un amante dell’HPF di default in mastering, ma spesso e volentieri uso queste frequenze per dare “spessore” al suono…) e schiarendo un poco verso i 15KHz, semplicemente perché trovo esaltasse la direzione “patinata” che si coglie evidentemente dal mix…questo è a mio parere la chiave dell’intervento in mastering: intuire la direzione che il mix “chiama” e sottolinearla. Ho inoltre “scavato” leggermente sui 7KHz per ridurre un poco la presenza della voce.

    Ecco il file di esempio relativo a questo processing:
    https://dl.dropboxusercontent.com/u/...ONACA_EQ_1.wav

    Seconda EQ:
    Dal punto di vista timbrico mi mancava un po’ di corpo alla voce e in generale guadagnare un po’ di presenza (anche per avere vita più facile nell’ottenere il livello desiderato…); ho scelto allora di esaltare un poco intorno ai 300Hz…frequenze che troppo spesso sono “bistrattate” ma che a me personalmente piacciono molto per come aiutano il mix ad “avvicinarsi”.

    Ecco il risultato:
    https://dl.dropboxusercontent.com/u/...ONACA_EQ_2.wav

    Preciso che tutti gli interventi di EQ (come sono abbastanza solito fare a meno che non ci siano problemi davvero pesanti) sono stati davvero minimi, dell’ordine dei decimi di dB! L’EQ usato è stato il Weiss EQ1-MK2 (che ormai per me è diventato “l’EQ”), ottimo per ottenere il suono desiderato mantenendo il carattere del mix.

    Chiaramente per poter lavorare in questo modo è fondamentale il monitoring, e le nostre PSI Audio Mastering System in una stanza davvero perfetta lo permettono…

    Loudness e limiting:
    A questo punto devo tirare su…

    Il mio processore preferito per questo di nuovo il Weiss DS1-MK3, usato come limiter nel quale ho impostato la “Parallel Compression”, con ratio di 1000:1 e soglia a -7dB (valore che naturalmente dipende dal livello di partenza del mix).

    Questo limiter ha una funzione chiamata “safe” che elimina qualsiasi clip dovesse presentarsi in uscita, sinceramente non mi piace molto, riduce troppo i transienti dei suoni percussivi…preferisco di gran lunga mantenere i clip dove escono, purché non mi disturbino.

    Ecco un’annosa questione: clip o non clip? Io personalmente non me ne preoccupo, giudico secondo le orecchie e non secondo l’accensione delle lucine rosse…del resto è praticamente sicuro, in qualsiasi produzione che voglia ottenere alto livello e mantenere il punch dei suoni percussivi, osservare forme d’onda clippate. Questo può voler dire perdere un po’ di “purezza” del suono, certo, ma l’importante è che il cliente ottenga il prodotto che vuole, e in alcuni generi musicali il loudness è parte stessa del sound, così come alcune “sporcizie”.

    Una cosa che ho sempre amato poco nell’approccio al mastering (questo ancor prima di occuparmene personalmente) è la pretesa, da parte del ME, di decidere il livello a cui portare il brano rifiutandosi di ottemperare alle eventuali richieste diverse del cliente sostenendo, ad esempio, la tesi del “Se vuoi sentirlo più forte alza il volume” in nome del rispetto della dinamica e del “purismo” sonoro…

    E’ il produttore che decide, e noi tiriamo fuori la nostra professionalità per dargli quello che vuole con qualità professionale…ed è una sfida molto più grande…

    Per la verifica del livello, oltre all’orecchio, presto attenzione ai vari meters: VU, PPM, LUFS ecc…ma magari approfondisco meglio il discorso in un’altra puntata…

    Ecco il risultato finale:
    https://dl.dropboxusercontent.com/u/...RONACA_MST.wav

    Acquisito su Sequoia a sample rate/bit depth del mix di partenza, dopodiché procedo alla conversione SR e dithering con Izotope RX, in questo modo posso realizzare “al volo” versioni in standard differenti partendo sempre da quella “originale”.

    Seconda versione:
    Soprattutto quando ricevo richieste “estreme”, sono solito inviare più di una versione del mastering, perché il produttore abbia una panoramica più ampia.

    In questo caso ho voluto realizzarne una un po’ più “loud”; già la prima era sufficiente a mio parere, ma ho voluto farne una seconda più “spinta” (e di conseguenza anche più “sporca”…) proprio per dare un’alternativa con relativi effetti collaterali.

    Per fare questo ho semplicemente usato il plugin “AM-Munition” di Sequoia (al momento è il mio preferito per questo genere di operazioni) direttamente sul master appena fatto:

    https://dl.dropboxusercontent.com/u/...NACA_MST_2.wav

    E’ peraltro secondo me importante, ribadisco, considerare questo articolo come il tentativo di analizzare in modo sequenziale un processo che nella realtà non è, per cui per avere l’idea reale di ciò che viene fatto va sempre confrontato il mix originale con il master finale, perché le sfumature dei passaggi intermedi potrebbero anche essere poco percepibili fase per fase ma fondamentali per costruire il risultato definitivo.

    Spero che la mia cronaca sia stata interessante…una passeggiata virtuale in uno studio di mastering…e come al solito sono molto apprezzati i commenti ed i suggerimenti per le prossime puntate…se avrete la pazienza di attendere tra una sessione e l’altra…

    That’s all Folks!!!


    Note sull'autore:
    KARIBU Mastering Studio
    https://karibumastering.wordpress.com/biografia/

    Mastering 101:
    http://www.italiarec.com/forum/conte...i-Introduttivi

    Comments 4 Comments
    1. MRK_LAB -
      Bellissimo articolo Gianni !
      Tralaltro i "puntini sulle i" riguardo alcune mis-credenze mi trovano (nella mia pochezza teNNica ) assolutamente daccordo.
    1. Mr. Red -
      Ottima iniziativa e articolo pregevole.
      Potresti dirci a che livello ascoltare il master per matchare i volumi e sentire la differenza senza farsi troppo galvanizzare dal volume?
    1. KARIBUMASTERING -
      Grazie mille!
      Per quanto riguarda i livelli, dato che la dinamica globale del brano è cambiata, posso dare dei riferimenti indicativi dell'inizio e della fine del sample, dato che abbassando di una certa quantità che matcha il livello iniziale, non corrisponderà a quanto necessario alla fine (fatto normale quando il brano presenta un'evoluzione dinamica):

      Master 1: inizio -12dB/fine -11dB
      Master 2: inizio -13.7dB/fine -12.5dB

      In ogni caso io personalmente considero l'ascolto a livelli matchati (pur se utile ed interessante per un'analisi), non così indicativo per ragionare su un lavoro di mastering, in quanto il livello raggiunto (e la riduzione della dinamica) sono anch'essi parametri insiti nel risultato finale e che fanno parte del master stesso.

      Un po' come se volessimo confrontare una pizza bianca con una rossa dicendo "togliamo il pomodoro dalla rossa così ci poniamo in pari condizioni e assaggiamo le differenze"...e data la metafora una bella ci vuole...!
    1. Mr. Red -
      Giustissimo quello che hai sottolineato.
      Semplicemente bisogna sia ascoltare il master per quello che aggiunge al mix (non solo in termini di volume) che per quello che gli toglie.