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Visualizza Versione Completa : Synth analogico: piccolo e ben suonante



lordadb
16th January 2018, 22:39
Era da parecchio che volevo aprire questo thread, ma ho sempre cercato di non farlo per non fomentare una GAS latente e renderla troppo manifesta. Che poi si sa, se ne comincia a parlare, ed ecco che da pensiero vago diventa desiderio concreto.
Insomma, è uscito il Minibrute 2 della Arturia. Sulla carta ha tutto quello che vorrei in un synth del genere. Ci sono alternative simili nella stessa categoria? Quello che davvero mi interessa è un timbro che possa fare sul serio la differenza contro un VSTi. Qualcosa che valga la pena prendere come complemento al mio studietto.

Che pensieri avevate, ad esempio, della prima serie di Minibrute?

turbopage
16th January 2018, 22:44
Ho visto il Minibrute 2 e personalmente lo trovo un buon monofonico per spippolare ma alla fine, gira che ti rigira, se vuoi un monofonico analogico a me viene sempre da cercare il suono Moog.
Se poi consideriamo che Behringer si è messa a fare il clone del Model D ad un prezzo ridicolo :asd
https://www.strumentimusicali.net/product_info.php/products_id/71721/behringer-model-d-synthesizer.html

lordadb
16th January 2018, 22:58
Col moog sfondi una porta aperta, ma le cifre diventano importanti e fuori dalla GAS zone. Il Behringer... non so, devo informarmi. Suona?

MRK_LAB
16th January 2018, 23:10
Ma un bel Clavia Micro Modular ?!
Ok , ha solo spippoli hardware ma tramite l'editor ci fai il mondo.
Architettura totalmente aperta , quindi sintesi di ogni tipo e valangate di preset.
E' vecchio si sa , ma secondo me da filo da torcere a macchine più e meno recenti.
E si , non fa tanta figura , anzi , diciamocelo e bruttino proprio !
:asd

lordadb
16th January 2018, 23:13
Ammazza se è brutto! Ma proprio brutto vero, eh! Guarda, può suonare come un Moog Modular, ma non lo terrei, mi sanguinano gli occhi!
:lol2:

MRK_LAB
16th January 2018, 23:23
Ammazza se è brutto! Ma proprio brutto vero, eh! Guarda, può suonare come un Moog Modular, ma non lo terrei, mi sanguinano gli occhi!
:lol2:

Oh , è tutta sostanza e chassis.
Scherzi a parte , tutte le volte che mi metto a pasticciare con il fratello maggiore (il Nord Modular) mi stupisco di cosa riesca a tirare fuori , per certi versi mi ricorda lo Spire , solo che in più hai un mondo di sintesi diverse dove con un synth standard ne hai una o due.
Oppure valuta un Nord Mod G2 , il cuGGino anabolizzato....lui è pure figo , ci ha le lucine colorate , tanti spippoli , i canonici controller in legno (PB) e alluminio (MW) e udite udite.....un display....anzi 5 !
:ciap:

lordadb
17th January 2018, 00:36
Mi piace molto anche il Korg MS-20 mini, un classico. Non ha sequencer e niente, ma chissenefrega, lo userei comunque in midi con Cubase. Pareri?

Edi
17th January 2018, 08:12
Uno Slim Phatty usato?

sin night
17th January 2018, 08:16
Mi sento tirato in ballo visto che possiedo un po' di queste macchinette :)

Il MS-20 Mini è un classico, solo forse un pochino rumoroso (il fruscio di fondo si nota con i timbri molto chiusi o sulle code, specialmente se poi si comprime/satura/distorce molto). E' l'aspetto che è sempre stato criticato della riedizione "mini". Per il resto, direi timbro classico, costruzione passabile ma indubbiamente economica (non hai un Moog sotto le mani... ma persino il microKorg mi sembra meglio da questo punto di vista). L'architettura del MS-20 Mini ha dei dettagli un po' particolari (ad esempio il modo in cui lavora il generatore di inviluppo... c'è dell'altro, ma ora sono un po' di fretta) che a mio avviso vanno considerati bene prima dell'acquisto.

Per quanto riguarda Arturia, posso dirti che il Microbrute ha una pasta sonora che è facile da portare su territori aggressivi (come il MS-20), però in genere ci tiro fuori dei timbri più "compatti" (il brute factor aiuta... col MS-20 Mini potrei ottenere risultati analoghi patchando un po'). Knob e controlli vari sono rivestiti in gomma (...), per il resto la costruzione è abbastanza solida. Come tutti i prodotti Arturia, a mio avviso è bene attendere i reportage delle "cavie" (early adopters) per sapere se ci sono bug, difetti, ecc...
Il Minibrute 2S sembra interessante per il sequencer che permette di modulare un po' di robette, però con tutti i patchpoint e qualcosa tipo Expert Sleepers penso non si siano grossi problemi in studio...

Un'altra alternativa può essere il Roland SE-02... ce l'ho da un paio di mesi, ma devo ancora perderci del tempo...


Se hai domande chiedi pure, in serata rispondo...

lordadb
17th January 2018, 09:56
Grazie, sin night speravo che leggessi.
Grazie anche a te, Edi, lo conosco, ma superficialmente. Gli darò un'occhiata più analitica.
Ecco, queste informazioni sul Korg sono importanti, specie la questione rumorosità. Nella mia testa, già vedo il synth che passa per un canale del Chandler TG1, che già non è un eremita del silenzio, meglio non aggiungere roba sporca.
Peccato, perché ho visto sul tubo il tutorial, tutto, di Cosimi sull'MS-20 e mi è sembrato non facilissimo concettualmente (parlo dell'uso della patch), ma estremamente interessante.

Edi
17th January 2018, 10:32
Grazie, sin night speravo che leggessi.
Grazie anche a te, Edi, lo conosco, ma superficialmente. Gli darò un'occhiata più analitica.
Ecco, queste informazioni sul Korg sono importanti, specie la questione rumorosità. Nella mia testa, già vedo il synth che passa per un canale del Chandler TG1, che già non è un eremita del silenzio, meglio non aggiungere roba sporca.
Peccato, perché ho visto sul tubo il tutorial, tutto, di Cosimi sull'MS-20 e mi è sembrato non facilissimo concettualmente (parlo dell'uso della patch), ma estremamente interessante.Sennò il Moog Minitaur, ma è molto bass oriented..

lordadb
17th January 2018, 10:40
Sennò il Moog Minitaur, ma è molto bass oriented..
Si, infatti lo avevo scartato per questo. Il Roland SE-02 suggerito da Sin sembra concettualmente moooolto simile al MiniMoog, che per me è già un ambiente più familiare. Sul tubo suona bene, mi documento ancora un po'. Mi piaceva il concetto del semi-modulare, però va be'.

Gibert5
17th January 2018, 11:22
Moog Prodigy

lordadb
17th January 2018, 11:29
Moog Prodigy


Cost much sold.

Barbapapà
17th January 2018, 13:35
Mauro, parliamo di monofonici? Ti serve con la tastiera? Deve parlare Eurorack? Budget around 500?

L'SE 02 ha un suono molto Moog style, 2 oscillatori e costruzione discreta. Con gli stessi soldi prendi il Minilogue che è 4 voci e pure suona bene. Poco in più e prendi un Mother 32.

lordadb
17th January 2018, 14:16
2 oscillatori e costruzione
Non sono 3 di cui uno può diventare un LFO proprio come il MiniMoog? Comunque grazie delle segnalazioni, me li vado a vedere.
La tastiera non credo sia necessaria, potrei pilotarlo con un piccolio AKAI MPK Mini. :k:
Budget, sicuramente sotto i mille, intorno i 600, meglio sotto sempre, ovviamente.
Eurorack mi interessa poco, non saprei come interfacciarla. Sarebbe più che altro uno strumento esterno a Cubase.

MRK_LAB
17th January 2018, 14:22
Eurorack mi interessa poco, non saprei come interfacciarla.
https://www.milkaudiostore.com/wp-content/uploads/2016/09/Doepfer-A-190-1.jpeg
In questo senso intendevi ?

lordadb
17th January 2018, 14:23
Ok, ora lo so! :D

MRK_LAB
17th January 2018, 14:24
Ok, ora lo so! :D

:asd

Barbapapà
17th January 2018, 17:25
se ti serve un tuttofare prendi il Minilogue, ci fai un po' di tutto e suona bene, lo piloti midi, salvi preset, sequenze ecc.

DB

sin night
17th January 2018, 20:11
In breve (forse anche troppo):
- Minilogue è un bel tuttofare e tende ad andare d'accordo con i pedalini; su certi settaggi gli inviluppi tendono a fare dei click o comunque si sente un certo "thump" (che trovo fastidioso nel caso di pluck e suoni simili concentrati sulle alte).
- SE-02 ha 3 oscillatori e suona decisamente Moog.
- Mother 32 è un po' limitato se impiegato da solo (un solo oscillatore, inviluppo AD con sustain solo on-off...).
- Minitaur è ottimo per i bassi (a volte è anche troppo ingombrante in mix), però l'estensione verso l'alto è limitata.
- Pulse 2 (butto dentro anche questo) è molto versatile e ha la propria forza negli oscillatori; il filtro è funzionale ma non fa venire la bava alla bocca come su certi synth); è un altro bel synth tuttofare ma col limite di essere monofonico (c'è la modalità parafonica, ma limita molto le possibilità di generazione sonora), può passare da suoni pulitissimi a timbri sporchi e ingombranti.
- MS-20 Mini: un po' rumoroso (fruscio che si nota con alcuni settaggi), architettura un po' particolare, però è un classico.
- MicroBrute: molto versatile per avere un solo oscillatore (più suboscillatore)... onesto per il prezzo, però se è l'unico synth e serve versatilità, personalmente guarderei al MiniBrute (eventualmente versione 2) o un altro synth con qualche feature in più.

Come analogici moderni "a larga diffusione" credo rimangano fuori solo il Bass Station 2 (ho avuto modo di provare la versione storica da un amico, non mi trovavo bene con l'interfaccia utente, al punto che non l'ho mai provato in negozio) e i prodotti più entry level tipo Korg Volca (carini ma rumorosetti... e decisamente limitati!), Monologue (mai provato di persona perché ho già il Minilogue che per certi versi è simile), Moog Werkstatt (boh... mai provato, era nato per un'edizione di MoogFest e poi è stato commercializzato, mi sembra un prodotto abbastanza di nicchia, quasi oserei quasi dire "educational"); salendo di prezzo (anche se non so a quanto sia venduta la versioe modulo) c'è la riedizione dell'Arp Odyssey fatta da Korg (anche questa non l'ho provata), ma leggevo in rete che c'era un "bug" su un certo tipo di patching (non ricordo i dettagli ma non si comporta come l'originale).
Un po' meno noto ci sarebbe la Pioneer Toraiz AS-1, creata in collaborazione con Dave Smith, però mi pare che non si riesca a controllare tutto direttamente dal synth (serve un editor? non ricordo, non ho mai approfondito, non l'ho provato).
Boh, non mi viene in mente altro, su GS e altri siti leggo abbastanza spesso marche come Dreadbox, Vermona, SE Electronics... però non so dirti i prezzi, credo mediamente più alti, e sono più "di nicchia".


Altrimenti puoi farti una voce mono su Eurorack... :)


Rimangono fuori i synth della marca che inizia con B, ho provato il DeepMind in negozio e suona bene, però non mi ha convinto del tutto, non sono riuscito a capire cosa non mi convinca ma non è scattata la scintilla (magari per via della marca?). Inoltre in rete leggevo che ha le ventole (mmm...).


Boh, questo è un po' in estrema sintesi quello che posso dirti, aggiungerei anche che a volte qualche pedalino può essere utile (delay analogici, overdrive... fuzz e distorsori meno, non mi piacciono con i synth).

sin night
18th January 2018, 00:54
Volevo espandere il discorso, ma mi sono fumato il messaggio (mi è partito un indietro sul browser) :(

Ad ogni modo, metti in conto la possibilità di dover prendere un'interfaccia midi tradizionale se non ce l'hai già; nel mio setup le usb portano dentro rumore digitale con quasi tutti i synth; col midi su porta din risolvo i miei problemi perché è optoisolato.

Sul discorso della catena per cui passerà il synth, quanto avevi intenzione di tirare il collo al segnale? Perché se lo tiri quel minimo per cominciare appena a scaldare il segnale, secondo me non dovresti avere particolari problemi nemmeno con i synth più rumorosetti, anche nel caso di timbri un po' chiusi... Poi non conosco il Chandler e potrei sbagliarmi.

Come timbri, di preciso cosa avevi in mente (sia come pasta sonora che tipologia di suoni)? Perché questo può spingerti a considerazioni diverse...


Sentendo un po' i tuoi lavori, io ti consiglierei di giocartela tra un synth della serie Brute e il Minilogue, con SE-02 (o qualcosa di equivalente) come terzo incomodo... Personalmente, forse mi piace un po' di più la pasta dei Brute rispetto al Minilogue, però non vorrei che fosse un po' troppo "piena" rispetto agli altri timbri dei tuoi brani (col risultato che poi buca troppo?)... forse il Minilogue è più adatto da questo punto di vista (al di là di polifonia e memorie), è un po' meno grosso, un po' più "pulito", "precisino"...


Poi è da capire che parti e che timbri intendi farci, magari sono completamente fuori strada nei miei suggerimenti.

lordadb
18th January 2018, 01:30
In realtà vorrei farmi condizionare, nella stesura dei prossimi arrangiamenti dei miei pezzi originali, proprio da timbriche "dense". Vorrei leggermente virare. E il Roland SE-02 - il più "minimoog" tra tutti, mi pare di capire - è effettivamente più vicino al suono che ho in mente, a quanto ho sentito e stando a quanto, sin night, mi stai dicendo. Sento che la GAS si concretizza. :o

Per quanto riguarda il processamento del segnale... non saprei dirlo in partenza, dipende dal suono che vorrò di volta in volta. Ho una piccola scelta di combinazioni da sperimentare, sicuramente, ma sono soprattutto curioso di giocarci dentro l'Elysia Karacter. Insomma, vedremo.
Per ora cerco di restringere il campo. Se volete aggiungere qualche altra considerazione, anche tu Sin, leggo con avidità.

Barbapapà
18th January 2018, 07:59
Io insisto sul punto precedente. Essendo il primo individuo partirei da uno strumento un poco più poliedrico quindi la possibilità di avere 4 voci per fare qualche pad, e la super comodità di salvare dei suoni in un'ottica di produzione che non sia prettamente elettronica secondo me favoriscono enormemente il Minilogue che comunque al finale è capace di comportamenti monofonici di tutto rispetto nonchè dello stack delle 4 voci per ottenere basse interessanti. Se poi in futuro non potrai fare a meno del suono Moog ti prenderai un Mother 32.

sin night
18th January 2018, 08:17
In questo caso, direi un synth della famiglia Brute oppure proprio il SE-02.

Il secondo è molto più "daw friendly", nel senso che tutti i parametri sono controllabili via midi (quindi puoi automatizzare fino all'inverosimile), tant'è che Roland doveva pubblicare anche un editor entro fine 2017 (ma è stato ritardato, chissà quando e se uscirà; nel frattempo c'è un plugin indipendente, un certo Momo... se dopo il NAMM non ci sono news e date certe da parte di Roland, credo che lo acquisterò).

Tra i due non saprei davvero cosa scegliere, forse andrei sul SE-02 perché con la serie Boutique non si sa mai quanto a lungo il prodotto verrà commercializzato (per dirne una, la TR-09 si trova ancora, mentre i primi 3 synth della serie sono andati bruciati nel giro di pochi mesi da quel che si vede in rete)... Però io non faccio testo, perché poi vorrei anche un Brute. :)


Quanto a difetti, il SE-02 non ne è esente. In rete si legge di qualche problema di intonazione; il mio sembra reggere bene anche se, tanto per dirne una, uno degli oscillatori ha il controllo di tune leggermente impreciso e va intonato un po' sopra rispetto ai riferimenti sul pannello.
Neanche il MicroBrute è esente da problemini di intonazione, qualche nota non ha il pitch precisissimo (e prima si deve pure scaldare per bene)... ma si tratta di macchine analogiche, è un discorso che vale un po' per tutte (in misura varia).


Edit: leggo ora il post di Davide e dico che sono considerazioni estremamente valide. Boh, sarà che i synth sono la mia passione, ma c'è un motivo per cui uno non mi basta :)

MRK_LAB
18th January 2018, 09:09
OT
Ragazzi mi spiegate il senso di "100% Analog signal path" ?
http://farm4.staticflickr.com/3735/11646440755_a3d83235b0_b.jpg
Scusate eh , ma la frase di sin night "si deve pure scaldare bene" mi ha incuriosito ed ho voluto vedere cosa contiene un microbrute.

turbopage
18th January 2018, 09:46
intanto Korg è uscita con gli ibridi Prologue 8 e 16

lordadb
18th January 2018, 09:50
Io insisto sul punto precedente. Essendo il primo individuo partirei da uno strumento un poco più poliedrico quindi la possibilità di avere 4 voci per fare qualche pad, e la super comodità di salvare dei suoni in un'ottica di produzione che non sia prettamente elettronica secondo me favoriscono enormemente il Minilogue che comunque al finale è capace di comportamenti monofonici di tutto rispetto nonchè dello stack delle 4 voci per ottenere basse interessanti. Se poi in futuro non potrai fare a meno del suono Moog ti prenderai un Mother 32.Ma a livello prettamente timbrico, giustifica l'utilizzo rispetto ad un VSTi? La domanda è stupida, ma la risposta potrebbe anche essere intelligente. :D

turbopage
18th January 2018, 11:15
Dico la mia piccola opinione.
Per me sono più interessanti i VA delle varie reissue di cui si sta saturando il mercato.
Vendono, ne stanno vendendo una vagonata ma il motivo è che li compra chi (come il sottoscritto) 20-30 anni fa non aveva i soldi per comprarsi gli originali e oggi gli luccicano gli occhi al pensiero di portarsi a casa un ARP, un model D o un Juno ad un prezzo irrisorio.
Ma secondo me non aggiungono nulla a quello che potrebbe dare una buona emulazione carrozzata.

sin night
18th January 2018, 14:35
Ragazzi mi spiegate il senso di "100% Analog signal path" ?

Significa che il percorso del segnale (oscillatori/filtri/vca) è completamente analogico (magari attraverso opamp, eh...), mentre le modulazioni (lfo, inviluppi) possono essere generate digitalmente. Nella fascia "bassa" del mercato è praticamente la norma. Gli inviluppi sui Brute dovrebbero essere analogici (ci sono gli schemi su hackabrute, è il solito circuito basato su 555) mentre gli lfo sono digitali per permettere la sincronizzazione al midiclock (sul MicroBrute almeno dovrebbe essere così).

MRK_LAB
18th January 2018, 14:47
Significa che il percorso del segnale (oscillatori/filtri/vca) è completamente analogico (magari attraverso opamp, eh...),
No ok , il senso letterale è chiaro , diciamo che la mia era una domanda un pò retorica e un po polemica , nel senso che io tutto sto "analog" la dentro nn ce lo vedo.
Chiaramente , come dici tu , analog rimane anche se generato/processato dal silicio , però secondo me la vera forza(e debolezza) degli analogici era l'elettronica discreta , le tensioni operative più alte e l'instabilità intrinseca , ma , mi rendo conto che al giorno d'oggi volendo essere popolari "non si puote".
Riguardo la tua affermazione "si deve pure scaldare bene" , io , da malpensante quale orgogliosamente mi ritengo :D , propendo per l'ipotesi di un bel sub-circuitino che genera derive qua e la per simulare il comportamento classico , è credibile ?!
:asd

sin night
18th January 2018, 15:06
Beh, gli schemi sono disponibili liberamente su hackabrute...

Certi tipi di oscillatori hanno bisogno di scaldarsi per mantenere l'intonazione (non chiedetemi i dettagli perché non è il mio pane, comunque ci dovrebbe essere un circuito che converte da lineare ad esponenziale che richiede che dei transistor operino ad una temperatura "costante", cioè elevata); altri synth non hanno di questi problemi perché usano oscillatori diversi, oppure usano delle routine digitali per correggere l'intonazione (anche il MS-20 Mini dovrebbe esserne dotato, stando a quanto si legge in rete)... persino la Minilogue fa un giro di intonazione all'accensione e, per quel che è la mia esperienza, dopo un po' di minuti che si scalda serve richiamare nuovamente (stavolta premendo una combinazione di tasti) la routine di intonazione.


Il circuito per inserire derive non mi sembra plausibile... a volte inserisco delle micromodulazioni quando mi faccio dei suoni con i vst (architettura del synth permettendo), ma il risultato è diverso...

lordadb
18th January 2018, 17:57
sin night, sei d'accordo con l'affermazione di turbopage riguardo i VSTi in confronto con queste piccole versioni di synth?

MRK_LAB
18th January 2018, 18:15
sin night, sei d'accordo con l'affermazione di turbopage riguardo i VSTi in confronto con queste piccole versioni di synth?

Perdonami lordadb ma credo che turbopage con VA intendesse non specificatamente VSTi ma più genericamente macchine che riproducono una qualche architettura analogica come il Virus TI ad esempio (o il mio beneamato Clavia :D ).

sin night
18th January 2018, 18:36
Dipende da cosa si confronta.

La versione plugin del MS-20 è decisamente inferiore anche alla riedizione in formato Mini, quindi l'hardware è una scelta abbastanza obbligata se si vuole esattamente quel synth.
Se parliamo di Minimoog, Monark prima e The Legend poi hanno raggiunto dei livelli molto alti di realismo (il secondo però lo conosco solo dalle demo audio, mai provato personalmente... anche se dalle demo audio, qualche piccola differenza la noto).
Se parliamo di SH-01, tra TAL BassLine-101 e Roland SH-01A è questione di preferenze (la versione boutique comunque è digitale), l'hardware è bello per spippolarci. Però non ho mai provato l'originale vintage.
Se parliamo dei Brute, l'unico software che io conosca che offre un filtro Steiner-Parker è Dagger di BeepStreet (e non lo vedo citato molto in rete), ma dalle demo audio non rimpiazza un Brute.

Se parliamo di Minitaur, non so se esista un software che spinga in modo uguale sulle basse. Così come il Mother-32 ha quel qualcosa in più. Per dirne una, ho l'app del Model-15 sull'iPad e suona bene, però poi usi un hardware anche molto più semplice e limitato e boh... lo sento quando sto usando un software.


Per me, è una valutazione da fare caso per caso. Non sono un fan delle riedizioni, a meno che non voglia esattamente quel suono preciso. Conta il suono, conta l'architettura dello strumento... che poi sia hardware analogico, hardware digitale o plugin, me ne importa relativamente. In alcuni casi ho comprato le riedizioni (a volte digitali), in altri casi synth completamente nuovi (sia analogici che digitali), per alcune cose mi accontento dei plugin (anche se li sto usando poco di questi tempi).
Passando molto tempo davanti al pc per lavoro, preferisco avere un'interfaccia tangibile con cui spippolare (anche per non essere troppo legato a upgrade e simili: con cavi audio e midi sono abbastanza tranquillo per un bel po' di tempo).


E' un po' difficile generalizzare, delle differenze ci sono, ma non credo si esauriscano al suono e, soprattutto, non sono quelle che determinano o meno la riuscita di un brano (ovviamente). Dipende da cosa offre il mercato per ogni specifico caso, quanto fedeli sono le eventuali emulazioni, ecc...


Non mi dilungo oltre per il momento, in questo momento sono ko (sono stato dal dentista...)

turbopage
18th January 2018, 18:48
MRK_LAB in realtà ho proprio confrontato i VSTi con le reissue proposte oggi sul mercato :D
Riguardo i VA (come il Virus o Nord o Elektron) trovo più interessanti prodotti che cercano di essere originali e uscire dalla mischia piuttosto che analogici che emulano (riproducono) altri analogici.

MRK_LAB
18th January 2018, 18:52
@MRK_LAB in realtà ho proprio confrontato i VSTi con le reissue proposte oggi sul mercato
Pardon....travisai !
:D


Riguardo i VA (come il Virus o Nord o Elektron) trovo più interessanti prodotti che cercano di essere originali e uscire dalla mischia piuttosto che analogici che emulano (riproducono) altri analogici.
Allora , spezzo una lancia in favore del Modular , sottovalutatissimo secondo me !
In realtà il NordMod nn vuole emulare , a differnza di altri non ha un'architettura fissa e ciò che lo distingue è per l'appunto la modularità totale che permette di costruirsi synth o effetti ad hoc.
Insomma una specie di Reaktor ante litteram ma hardware.

lordadb
18th January 2018, 18:57
OT
sin night, che coincidenza. Sono KO anche io per lo stesso dentistico motivo (io ho appena fatto un'estrazione + terapia canalare ad un altro dente).
/OT

sin night
18th January 2018, 19:33
OT
Coincidenza nella coincidenza, anch'io avevo una terapia canalare oggi. Estrazioni fortunatamente no (ho già dato una volta l'anno scorso).
Questa seduta è andata meglio del previsto, la mia fobia del dentista finalmente è rimasta sotto controllo. Non ho dolori (solo un po' di fastidio a tratti), però mi sento un po' più stanco del solito (sarà lo stress, o magari lo strascico dell'aiutino chimico...).
/OT

lordadb
18th January 2018, 19:54
Io dopo 5 siringate, in questo momento sono a pezzi. :)

Tornando IT, vorrei articolare le mie necessità. Nel frattempo sto guardando vari video sul Minilogue consigliato da Barbapapà e mi ci sto pericolosamente affezionando. Al synth, non a Barbarulo. :D

Dicevo, oltre ad un suono più organico rispetto a qualsiasi emulatore software (ho il Legend anch'io e mi piace, si) ho bisogno di una macchina perché mi annoia il MIDI learning di un VSTi, tanto per dire. Mi rallenta e tendo a rinunciare a muovere pomelli.
Vorrei cambiare il mio workflow ed evitare di sostituire il virtual instrument con un altro se non trovo quello che cerco entro un tempo limitato. Vorrei invece concentrarmi su un solo strumento e lavorarci fino ad ottenere tutti i timbri che mi servono nell'arrangiamento, proprio come faccio quando mi preparo a registrare una chitarra elettrica. Insomma, voglio costringermi a cambiare approccio sulla gestione delle tracce di synth. Uno (per ora), ne deve bastare uno. Che faccia più cose all'interno di uno stesso brano. E stop. Voglio sentire sotto le dita quello che sto facendo per avere maggiore consapevolezza.

Arrangio per me e per i miei clienti da vent'anni o poco più e non voglio che diventi routine. Meno cose si hanno a disposizione (leggi: synth software, che ne ho più di quanto abbia bisogno, come spesso succede) e più si è costretti ad usare l'immaginazione.

Da questo punto di vista probabilmente il Minologue è effettivamente più versatile. Ma ecco, resta l'incognita timbrica, anche se - come ho spiegato - non è l'unico elemento che mi sta spingendo a considerare l'acquisto di un ferro.

lordadb
18th January 2018, 20:10
- Minilogue è un bel tuttofare e tende ad andare d'accordo con i pedalini; su certi settaggi gli inviluppi tendono a fare dei click o comunque si sente un certo "thump" (che trovo fastidioso nel caso di pluck e suoni simili concentrati sulle alte).


Se puoi, mi dici di più riguardo questi clicks? Credo di aver afferrato cosa intendi, ma se vuoi estendi.

sin night
18th January 2018, 22:03
Volevo fare un video o almeno delle riprese audio, ma non è tanto serata... :(

Comunque sui settaggi di attacco più corti si tende a sentire una sorta di click iniziale (un po' come premere un tasto mute e sentire un piccolo rumore, per capirsi), che a volte va anche bene per enfatizzare l'attacco, ma altre volte è un po' fastidioso. E non c'è ampio margine di regolazione, basta alzare quel poco di più e già si coglie un po' di sfumatura sull'attacco.
Il problema diventa più fastidioso sulla release: se l'inviluppo del volume ha la release sufficientemente corta, la release del filtro deve essere un po' più lunga, altrimenti se suoni note brevi/staccate (che probabilmente sono la ragione per cui stai mettendo dei tempi di release corti) si sente un pop al rilascio del tasto (si va da un pop ben udibile a un click molto meno evidente a seconda dei settaggi). Se tieni le note a lungo e gli inviluppi fanno il loro corso un po' più a lungo, il problema è mitigato anche nel caso dei settaggi "peggiori".

Non è così tragico potrebbe sembrare, eh... Se riesco, cerco di caricare qualche esempio nel weekend (ma non prometto nulla!).

Comunque anche gli inviluppi del MicroBrute possono fare i click sui tempi molto rapidi (così come gli YUSynth, che poi sono lo stesso circuito... ne ho costruiti ben 4 in passato), solo che mi sembra che siano più "controllabili" sul MicroBrute (suggestione? probabile).


Alla fine della fiera, con la release basta moderare un po' i tempi, il problema meno gestibile è il click iniziale perché nel Minilogue ci vuole davvero poco per passare da un click ad un attacco leggermente sfumato.
In rete ci sono degli esempi e delle discussioni a riguardo e sono state tra le ragioni che mi hanno frenato dall'acquistarlo per un bel po' (insieme alla polifonia limitata a 4 voci), però provandola dal vivo ho trovato che fosse un problema "accettabile" e non così grave...

sin night
18th January 2018, 22:22
Ad ogni modo, per quanto il mio amore per i synth rimanga invariato, sto entrando in un "periodo sampler": registro dei campioni belli carichi dai synth (una nota singola oppure un accordo) e poi li uso come base di partenza (in sostanza come degli oscillatori) per creare dei suoni sul TAL Sampler. Mi sono divertito parecchio durante la realizzazione di Peluche (il pacchetto che ho condiviso ad inizio gennaio su questo ed altri forum).

Con gli analogici posso fare bassi, arpeggi, lead, anche semplici parti polifoniche (nel caso del Minilogue) e in futuro continuerò ad usarli per questi scopi, ma col campionatore (software!) riesco a creare dei suoni che con i miei hardware sarebbero difficili o impossibili (e pure coi virtual instruments tradizionali, perché dubito che dispongano di forme d'onda "cariche" come certi sample).

Spero di non averti confuso troppo le idee :)

Opinioni personali, ovviamente.

MHL
19th January 2018, 12:27
Esula un po' dall'argomento perché non si tratta di roba piccola ma a me incuriosisono parecchio i deep mind di Behringer.
Nel senso che sarei curioso di sentire come suonano dal vivo, di mettere mano al portafogli e dare sfogo a qualche gas per adesso non se ne parla ne per questo ne per altri modelli :D

lordadb
19th January 2018, 12:42
Comunque davvero. Sono in confusione. Sintomo che non ci ho davvero mai pensato a fondo. :acc:
Ascolto il Minilogue e mi convinco che faccia per me, ma poi il Roland SE-02... e il Minibrute 2... Diamine. Non ne esco. :wall
E... il Ju-06? Lo so che è un'altra mini-reissue, ma avete notizie?

sin night
19th January 2018, 19:28
La Ju-06 è meglio dimenticarla in fretta: era un'edizione limitata (il discorso dovrebbe valere un po' come tutta la serie Boutique) e mi pare sia andata esaurita in pochissimo tempo (qualche mese?); per quanto ne so ora se ne trovano solo pochi pezzi e a prezzi gonfiatissimi.


Io ho snobbato di brutto la Ju-06 quando è uscita, sia per via delle 4 voci di polifonia (l'originale degli anni 80 ne ha 6), ma soprattutto perché avevo già il TAL U-No-LX che suona bene e non ha limitazioni sulla polifonia.
Alla fine dello scorso anno ho preso il SH-01A perché volevo davvero avere quel tipo di synth in formato hardware per spippolare (ed essere finalmente slegato dal pc), altrimenti mi sarei accontentato dell'emulazione di TAL... tanto è sempre software... la versione Boutique mi va bene perché è un synth mono e le 4 voci di polifonia sono un bonus, mentre non mi vanno proprio giù le castrazioni sulle voci di polifonia rispetto agli originali.


Il mio punto di vista sulla linea Boutique - scartato il vintage per n motivi (costi, disponibilità, ecc) - è la seguente:
- se ti serve per suonare dal vivo, va bene.
. se ti serve per slegarti dal pc (anche in studio), va bene (considerazioni su polifonia e altri compromessi a parte).
- se è qualcosa offre qualcosa di unico rispetto alla concorrenza (es: SE-02: analogico, prezzo decente, tipo Minimoog), va bene.
- se il synth esiste come plugin di terze parti (e si tratta di un brand affidabile, e la qualità è buona), per me è meglio il plugin.
- se l'unica alternativa è il plugin con Roland Cloud, meglio la Boutique (non mi voglio vincolare ad alcun abbonamento di sorta).


Di conseguenza ho preso la TR-09 (esistono una marea di campioni, varie emulazioni... ma la TR-09 suona... peccato per le limitazioni sulle uscite), la SH-01A (perché la volevo a tutti i costi, è un synth importante per me e non voglio dipendere da un computer), la SE-02 (a me piacciono i Moog, non devo aggiungere altro) e la D-05 (mi sono reso conto che quei suoni mi possono servire e non voglio avere a che fare con Roland Cloud).

Gibert5
19th January 2018, 21:37
Esula un po' dall'argomento perché non si tratta di roba piccola ma a me incuriosisono parecchio i deep mind di Behringer.
Nel senso che sarei curioso di sentire come suonano dal vivo, di mettere mano al portafogli e dare sfogo a qualche gas per adesso non se ne parla ne per questo ne per altri modelli :D

scusa lord,
ma perchè non ti prendi un analogico retrò??
con 300€ ti puoi prendere un alpha juno che suona divinamente, ed intorno a quella cifra e poco più, ce ne sono un bel pò....Roland sh1, Korg Polysix, ecc ecc

E se consideri synth intorno ai 600€, ci vuole poco ad aspettare di più e prendere un Prodigy sui 800€

lordadb
19th January 2018, 23:24
un analogico retrò
Ho dato un'occhiata a tutti quelli che mi hai indicato e che, naturalmente, conoscevo per il loro retaggio, anche se non così a fondo. Il Polysix è possibile sincronizzarlo al Cubase? Esiste una porta MIDI IN?
I piccoli rifacimenti moderni hanno il fascino di interfacciarsi con la DAW in modo semplice. In più mi piacciono questi sequencer integrati che hanno la possibilità di programmare non solo la nota sullo step, ma anche la singola modulazione. Però ecco, sonicamente, se mi sto facendo un plugin con le manopole, allora è tutto inutile.

Synth troppo grandi non se parla: ho davvero finito lo spazio nel mio studietto gonfio di roba.

MRK_LAB
19th January 2018, 23:32
Però ecco, sonicamente, se mi sto facendo un plugin con le manopole
In alcuni casi anche meno !
Secondo me uno Spire o un Serum a caso se li inchiappettano alla grande , per lo meno rimanendo su macchine a cifre popolari.

lordadb
19th January 2018, 23:35
Però è un wavetable...

MRK_LAB
19th January 2018, 23:46
il Serum è wt ma se lo inchiodi su una sola forma è un sottrattivo standard (e non solo) , tralaltro tra le waveform ci sono le classiche dei CLASSICI e anche tra i filtri ci sono nomi noti.
Poi , che nn abbia il carattere di questo o quell'altro ci può stare , ma come impatto sonoro spacca.
Poi alla fine se vogliamo segue la filosofia della Waldorf.
Lo Spire invece è un sottrattiva e come il Serum...paura !
Entrambi cmq hanno una matrice di mod bella spinta.
Rimango scettico nei confronti di queste reissue , mi spiace !
Ricordo anni fa di aver ascoltato una reissue Oberheim e forse anche un Moog , mi aspettavo troppo forse ma nonostante la mia poca educazione timbrica sentii solo tanta plastica.
Ritengo si possa fare l'analogia con il mercato dei cloni software (e harware) di mic , eq , comp etc , ok , se si usano materiali top e progetti seri ne vale la pena diversamente è marketing , come hai più volte detto anche tu , meglio un non clone che fa cose a modo suo ma bene !

lordadb
19th January 2018, 23:48
E pareri sul Dominion 1?
EDIT: Ops, superiamo i mille. No no.

turbopage
19th January 2018, 23:51
Ma allora se vogliamo svaccare famolo seriamente: Virus Ti Snow!
Fanculo all'analogico e fatti un VA di razza :birra:

Gibert5
19th January 2018, 23:51
Ho dato un'occhiata a tutti quelli che mi hai indicato e che, naturalmente, conoscevo per il loro retaggio, anche se non così a fondo. Il Polysix è possibile sincronizzarlo al Cubase? Esiste una porta MIDI IN?


esistono i modelli con la mod...
comunque, nonostante sia un synth meraviglioso, ti sconsiglio il Polysix perchè un po' delicato ed è il più grande del lotto!

Se invece punti ad un già citato Alpha Juno-1, hai un synth piccolo, con midi e completamente analogico (anche con il suo bellissimo chorus)....Niente sequencer però e, seppur facile e relativamente veloce da programmare, ha un solo jog dial che ti permette di editare i parametri.
Esiste tuttavia a parte il suo controller, o ci sono in rete tutti i controller virtuali che vuoi per ipad, per cubase (file .xml), ecc ecc...

Se dovessi oggi valutare un synth relativamente economico ed analogico, andrei sul Korg Arp Odyssey o su un Moog Little Phatty...Forse il minibrute, ma non l'ho mai provato.........tutti gli altri, mi sembrano davvero giocattolosi...........nel suono!

lordadb
19th January 2018, 23:55
turbopage Hai ragione anche tu, ma ho in mente un suono intesta. Anzi, ho in mente la sigla di "Stranger Thing" che mi fa sbavare.
Qui coverizzata con il Minilogue:


http://www.youtube.com/watch?v=pJ4lq0TuJW0

lordadb
20th January 2018, 01:50
prendi un Mother 32.

Ragazzi, dopo molte riflessioni, mi si sta configurando sempre più l'idea di prendere un Mother 32. È a tutti gli effetti il suono che avevo in mente, mi sembra anni luce da qualsiasi VSTi (in termini sonici) e ha una discreta componente semi-modulare che garantisce una curva di apprendimento di tutto rispetto. Possibilità di espandere con Eurorack e buon sequencer.
Costicchia {rispetto a quanto avrei speso), il che placa nell'immediato la mia GAS. Ma ho intenzione di riempire il maialino di coccio avendo in mente questo piccolo Moog.

E poi è Moog. [emoji173]

sin night
20th January 2018, 03:02
... e la qualità costruttiva potrebbe essere migliore...

Le prese jack della matrice non sono sono delle più solide, a me è capitato di darci uno strappo (di quelli brutti brutti: mi è scivolato un MoogerFooger che era collegato in CV, e il cavo ha danneggiato la presa del Mother 32), ma in rete si trova anche qualche lamentela di gente a cui le prese sono rimaste in mano durante un utilizzo "normale" (in realtà ci sarebbe da capire se inseriscono con foga i minijack, che per ovvi motivi non sono mai così robusti). Se trattati con cura non dovrebbero dare problemi, però non mi danno quel senso di robustezza che mi piacerebbe sentire.

Quelle prese sono pure una bella rogna da dissaldare per un'eventuale riparazione, io non ci sono riuscito ma per fortuna il mio danno era tale da poter ricostruire la presa con lievissime modifiche (ho realizzato una buona toppa, si sente che è leggermente meno solida, ma funziona egregiamente).


Ad ogni modo considera che è un synth con dei bei limiti (un solo oscillatore, inviluppo molto limitato...). In termini sonici invece dal mio punto di vista sfondi una porta aperta...
Ah, se solo fosse polifonico...

lordadb
20th January 2018, 03:09
Però mi introduce senza troppi mezzi termini nel mondo dell'Eurorack, chissà che col tempo...
Si, ha molti limiti, l'ho visto anche io, ma tutto sommato, in un contesto in cui non faccio EDM, credo mi dia esattamente quello che sto cercando.
Gli inviluppi sono limitati, ma - e questo me lo confermerai tu - le patch danno una grossa mano in termini di creatività timbrica, giustificando così anche l'unico oscillatore.

Insomma: poca roba ma cicciotta.

Barbapapà
20th January 2018, 07:03
se prendi il mother 32 finisci come me che poi ne compri 3.

Barbapapà
20th January 2018, 07:16
https://www.instagram.com/p/BXKjXuTAibp/

lordadb
20th January 2018, 08:36
Si, lo so che farò questa fine. Hai riscontrato anche tu la fragilità di cui parla Sin?

turbopage
20th January 2018, 08:57
Barbapapà e vedo anche un Novation Peak

Inviato dal mio FRD-L09 utilizzando Tapatalk

Barbapapà
20th January 2018, 09:28
no, nessuna fragilità naturalmente a meno di non stracciarli facendoli cadere a peso morto. Devi sempre considerarli come una miniatura in ogni caso. Tutti i pomelli invece sono super solidi, come il Sub 37 e nulla a che vedere con i mini Roland. Il Peak è un mostrillo onestamente. Peccato che non abbiano fatto (e non faranno) una versione 37 tasti. Programming molto vasto, 1 knob per funzione, costruito come un carrarmatino e esaltanti fianchetti in legno per citare Enrico. Non credo ci sia competizione per un 8 voci analogico a quel prezzo.

Barbapapà
20th January 2018, 09:32
edit: il Dominion è bello, per un periodo lo volevo prendere, ma il back order troppo lungo mi ha fatto raffreddare. Un altro che mi intriga ma devo beccare un giusto brekk è il 001 di Modal... altro genere ma assai intrigante.

sin night
20th January 2018, 09:54
se prendi il mother 32 finisci come me che poi ne compri 3.

Quotone! Per il momento sono fermo a 2 ma in certi momenti mi prende la voglia di aggiungere il terzo (è smorzata solo dal fatto che possiedo un MF-107 che uso come terzo oscillatore, anche se il tracking del pitch a volte è un po' impegnativo).

Lattugo
20th January 2018, 10:47
+1 per l'alpha juno.
MIDI nativo, oggi facile da programmare interfacciandolo al pc.

Eventualmente anche in versione expander (MKS50).

lordadb
26th February 2018, 17:04
+1 per l'alpha juno
Dopo il Mother-32 sento l'esigenza di un synth polifonico principalmente per creare pad e sequenze 80ies. In testa ho i suoni del Juno 106. Sto vedendo che l'Apha Juno 2 si trova a cifre umane, nel circuito dell'usato, oscillando da 300 a 500. Mi chiedo, come è possibile che un synth polifonico analogico con tante features, se ci mettiamo anche una tastiera e un protocollo MIDI completamente supportato, abbia perso così tanto valore? Già solo una master keyboard oggi potrebbe costare di più. Il fatto che sia dell''86 non giustifica, sappiamo quanto una macchina vintage arrivi a costare un paio di follie. Insomma, mi sto perdendo per strada qualcosa?

EDIT: potrei rispondermi da solo. Forse perché ha un DCO e di analogico conserva "solo" il VCA e il VCF? Quindi mi chiedo: vale davvero la pena o - come al solito l'amletico dubbio - oggi un VSTi arriva tranquillamente a quella timbrica lì? Vorrei che facesse la differenza e giustificasse l'investimento, seppur piccolo, come un reale upgrade "timbrico" come è stato per il Moog. :)

Aspetto parole di saggezza. :hi:

Lattugo
26th February 2018, 17:19
Per me l'alpha juno è un gran synth.
L'unico suo limite è nel pannello, che consiste in pochi tasti ed un encoder: senza un programmer esterno programmarlo è un incubo. Oggi basta un programmer per pc, senza bisogno di comprare il suo originale.

Io ho venduto il mio ormai parecchi anni fa perché la contattiera in gomma stava dando segni di cedimento, di conseguenza spesso e volentieri dovevo smontarlo e pulirlo, ma erano tempi in cui ancora non era prassi procurarsi i ricambi su internet, ed ordinare una nuova contattiera tramite l'assistenza ufficiale equivaleva ad aspettare mesi e pagare un prezzo spropositato.

Ma come suoni niente da dire se cerchi la ciccia pastosa Roland molto eighties.

Spesso penso di ricomprarlo, visto che i prezzi correnti sono così convenienti, mi frena solo il fatto che potrei incappare in un esemplare che ha bisogno di manutenzione, e il tempo per il fai da te è sempre meno.

lordadb
26th February 2018, 17:23
potrei incappare in un esemplare che ha bisogno di manutenzione
Questo terrorizza anche me. Per quanto vorrei, ruberebbe tempo alla produttività. Ma immagino che sia un problema condiviso, quando si acquista sull'usato macchine di questo tipo.
Pour parler, che differenza può avere, in linea generale, un VCO rispetto ad un DCO?

Lattugo
26th February 2018, 17:48
Pour parler, che differenza può avere, in linea generale, un VCO rispetto ad un DCO?

E' più stabile, con i pro e i contro che ne conseguono.
Tieni presente che, pur se controllato digitalmente nel sync, l'oscillatore è pur sempre analogico. Se hai paura che possa suonare freddo ti tranquillizzo: non è il caso di alpha juno.

lordadb
2nd March 2018, 09:14
Rifacendomi a quello che diceva sin night, in tutti i video del Volca Keys noto effettivamente un certo soffio. Non è fortissimo, ma c'è. Mi chiedo quanto sia gestibile. Ma la domanda è un'altra. Dicono che sia versatile, poi in questi video il suono che ne esce pare sempre più o meno lo stesso.
Mi sa che per un buon polifonico bisogna per forza spendere di più. Per un Alpha Juno non c'è spazio in studio, per il Minilogue stiamo stretti, ma posso inventare qualcosa.

sin night
2nd March 2018, 19:49
A mio avviso il Volca Keys non è un synth versatile; oltretutto è parafonico, non polifonico: puoi suonare note diverse in contemporanea, però passano tutte per lo stesso filtro e lo stesso vca con lo stesso inviluppo/lfo...
Quanto al soffio, mi pare che ce ne sia un po', ma non ricordo di preciso quanto perché è da molto che non lo uso. In linea di massima, la serie Volca ha un che di lo-fi...

Il mio Volca Keys è stato acquistato appena uscito, al tempo non avevo il budget per cose ben più serie, però sapevo già che era uno strumento limitato in termini di funzionalità... si possono anche tirare fuori delle cose carine, ma le limitazioni restano. Secondo me ha quasi più senso se usato in modalità monofonica... Il mio me lo tengo stretto più per ragioni affettive che altro.


Se dovessi prendere un polifonico analogico dal prezzo ragionevolmente contenuto e volessi uno strumento recente/nuovo, andrei ad occhi chiusi sul Minilogue, anche se le 4 voci di polifonia rimangono pur sempre un po' un limite.

lordadb
2nd March 2018, 22:49
le 4 voci di polifonia rimangono pur sempre un po' un limite
Però triade più basso ci esce fuori. A me basterebbe per chiudere il cerchio. Solo che dopo aver pure perso la macchina sul ghiaccio (https://www.italiarec.com/forum/threads/3335-Svegliarsi-cos%C3%AC?p=54736&viewfull=1#post54736), direi che un'altra spesa nell'immediato è fuori discussione. Però sto lì e progetto, quando sarà il momento devo essere pronto. :)
Possibile che non ci sia una reale alternativa al Minilogue, attualmente?

sin night
2nd March 2018, 23:15
Se i criteri sono polifonico e analogico, sul nuovo non mi viene in mente nulla, tranne forse il DeepMind in versione modulo che credo stia grossomodo su quella fascia di prezzo. Ho provato la versione tastiera in negozio (ma il prezzo è prossimo ai mille), niente male ma non mi ha convinto completamente (e non sono riuscito a capire cosa non mi convinca, mmm...).

Se ci fosse un'alternativa sempre analogica e polifonica al Minilogue (e magari con più voci di polifonia) più o meno allo stesso prezzo, probabilmente l'avrei già acquistata, la mia gas non sta aspettando altro. :stordita:


Il discorso delle 4 voci di polifonia non riguarda solo quante note suoni in contemporanea, ma anche la fase di rilascio delle note: se i suoni hanno un tempo di release lungo (ad esempio con dei pad), potresti suonare delle nuove note mentre la fase di release non è ancora completata e, se hai finito le voci di polifonia, le nuove voci vanno ad interrompere quelle che sono in fase di rilascio...
Dipende dalle parti che si suonano: arpeggi, lead, stab, pad con poche note sono gestibili, mentre suonare degli accordi con un timbro di pad con release lunga può essere problematico a seconda della parte...
Ad ogni modo puoi sempre "fingere" usando delay e riverberi per far "persistere" il suono dopo la fine della fase di rilascio (e mantenere così un po' più corti i tempi di rilascio degli inviluppi sul synth)... non è la stessa cosa, ma a volte è una soluzione accettabile (poi il trucco sta nel farlo sembrare una scelta di stile e non una pezza :fagiano:).

sin night
2nd March 2018, 23:21
Altrimenti, anche se è digitale, il D-05 della Roland è un bel arnese (devo fare mea culpa che non l'ho ancora spremuto). 16 voci di polifonia (che scendono a 8 con certe patch) e i suoni sono classici. Per programmarlo però è meglio mettere in conto un editor. Costa meno di un Minilogue, anche se devi mettere in conto un cavo mini usb (potevano includerlo, no?) e magari un alimentatore usb e un paio di cavi midi (se non vuoi alimentarlo dal pc... nel mio setup sono costretto ad usare alimentatori dedicati).

lordadb
2nd March 2018, 23:31
Il mio pensiero, dettato solo dalla logica che non attinge necessariamente alla realtà, è che un synth digitale possa tranquillamente essere ricreato o sostituito da un VSTi. Sarebbe produttivo in caso di live, ma in studio la priorità sta tutta sulla timbrica, se riesco a spiegarmi. Se ci sono cose che non filano in questo discorso, smentitemi, ne sarei solo contento.

sin night
2nd March 2018, 23:52
Se si tratta di macchine, quando si parla di digitale mi chiedo sempre anch'io se non possa fare la stessa cosa direttamente dentro al pc... su alcune cose mi sono trovato a scegliere di prendere l'hardware, nonostante fosse digitale.


Sul D05 posso dire che è la riedizione del D50 e che l'alternativa a comprare il vintage (eventualmente in una delle versioni rack) è il plugin, che però è disponibile solo in abbonamento su Roland Cloud (dopo un anno di abbonamento si può scegliere un plugin che diventa una licenza permanente, però a me l'idea dell'abbonamento per il software non entusiasma, specialmente se si parla di strumenti musicali)... per me la riedizione Boutique è stata un po' una scelta obbligata.

Sicuramente ci sono dei synth software che a livello di caratteristiche sono più o meno equivalenti (o sono anche molto più potenti/flessibili), però il D05 ha carattere e una marea di preset riconoscibili e più che abusati nel corso degli anni (ad esempio Fantasia, Pizzagogo, DigitalNativeDance) e può ancora dire la sua in termini di sintesi.


Io ascolterei ugualmente qualche demo su youtube... poi magari non ti piace e lo scarti, oppure ti piace ma trovi dei plugin con cui riesci ad ottenere dei risultati equivalenti per quegli aspetti che ti hanno colpito...

F.Blues
3rd March 2018, 07:28
Il mio pensiero, dettato solo dalla logica che non attinge necessariamente alla realtà, è che un synth digitale possa tranquillamente essere ricreato o sostituito da un VSTi. Sarebbe produttivo in caso di live, ma in studio la priorità sta tutta sulla timbrica, se riesco a spiegarmi. Se ci sono cose che non filano in questo discorso, smentitemi, ne sarei solo contento.

Condivido al 100%, a dirla tutta io la penso così non solo per i synth quando si parla di digitale, poi, per carità si può anche preferire una macchina hardware al plug-in ma la scelta non ha nulla a che vedere col fatto che sia hardware, cioè non suona meglio perchè messo dentro una scatola esterna al pc

F.Blues
3rd March 2018, 07:41
Condivido al 100%, a dirla tutta io la penso così non solo per i synth quando si parla di digitale, poi, per carità si può anche preferire una macchina hardware al plug-in ma la scelta non ha nulla a che vedere col fatto che sia hardware, cioè non suona meglio perchè messo dentro una scatola esterna al pc

Insomma, i pipponi del passato su potenze di calcolo, stadi analogici e conversioni non mi hanno mai convinto anche perchè non si è mai potuto fare un confronto a parità di algoritmi e allora il tutto non ha alcun senso, però c'è il rischio di un grosso OT

MRK_LAB
3rd March 2018, 10:04
Due parole sul D005/D50.
Credo di essere stato uno dei primi a possederlo nel lontano 1986 , rinunciai ad una vacanza in Grecia x comprarlo.
:asd
Cmq , secondo me ha senso averlo se si affrontano sovente sonorità/timbriche tipiche di quel periodo.
La wavetable implementata è molto caratteristica e come è stato fatto notare ha consolidato nella memoria tutta una serie di preset storici ( sin night Nightmare e Living Calliope :D )
Per contro il DCO e VCF sono abbastanza standard e non permettono di essere spinti , quindi la sintesi vera e propria risulta alquanto limitata.
Secondo me puntare su un D50 per ottenere sonorità tipicamente analogiche è un mezzo passo falso , volendo possedere un hardware e contemplando anche la possibilità di un digitale a questo punto punterei su un VA tipo il già da me citato Clavia o meglio ancora un Access.

MHL
7th March 2018, 15:06
scusate l'OT molto OT che coi sinti piccoli e ben suonanti c'entra veramente poco.
Volevo chiedere semplicemente se qui nel forum c'è qualcuno che conosca bene, perché le usa o le ha usate, le tastiere della serie Nord Stage.