• Braingasm, l'odore dei suoni.

    Braingasm, l'odore dei suoni.

    by Published on 11th June 2016 08:55  Numero di Visualizzazioni: 8885  
    La mia attenzione, adesso, è tutta per lui. Il Deluxe 36 è l'ultimo microfono che ho in prova. Non mi aspetto grosse rivoluzioni e lo piazzo nello stesso posto che è stato occupato prima dagli altri modelli. Dopo aver attivato i 48v dal Millennia, comincio a registrare e rimango subito perplesso. Questo microfono è qualcosa di completamente diverso. Mentre le forme d'onda si disegnano sulla mia DAW, comincio a passare in rassegna mentalmente tutti i microfoni con cui ho avuto modo di lavorare. Senza successo. Non mi viene niente, un nome, qualcosa al quale possa facilmente associare quel che sento - quantomeno per un paragone di comodo -, una classificazione che possa semplificare i miei concetti.
    Senza dire niente, registro diligentemente tutto. Passo dalla voce alle chitarre, faccio le mie cose con i pulsanti della superficie di controllo della Novation che pilota il Cubase e catalogo tutto. Praticamente è una resa. Smetto quindi di ragionarci delegando a dopo le impressioni.

    Cantare dentro il Deluxe 36

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    So già che sto per coniare termini impropri, ma da qualche parte devo iniziare.
    Questo microfono è una vera sorpresa. E' estremamente dettagliato, ma l'impressione predominante è che "elettrifichi" ciò che ci passa dentro, come se sollecitasse e rendesse vivace e "vibrante" il suono originale. Prendiamo ad esempio le chitarre acustiche: sembrano essere state equalizzate per pulire la traccia, sound shaping puro, restituendo una presenza che ti fa immaginare il chitarrista mentre si alza, sposta lo sgabello di qualche metro più vicino a te, per poi riprendere a suonare. La Yamaha, mesta e con le corde "fiacche", non te la conta giusta: tu sai che non ha cambiato la muta da sola, eppure adesso le sue corde vibrano, squillano come se fossero nuove.

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    Ecco cosa fa il Deluxe 36: fa vibrare e dà energia. Tutto merito della capsula in alluminio (praticamente desueta e per lo più abbandonata dalla maggior parte dei produttori, nonostante il basso costo e la semplicità di fabbricazione) scelta da Braingasm per il suo microfono più originale e per certi versi controverso. Si, perché la sua caratterizzazione è un'arma a doppio taglio che può rendere la voce irritante, specie quando il vocalizzo si arrampica in alto. In questo caso la scelta del preamplificatore per controllare questa che è la sua peculiarità più evidente, risulta determinante per un buon risultato. Non lo sceglierei comunque come microfono per la voce a priori. Questo mutante, neppure lo vuole, è evidente. Lui è al mondo per insegnarti come dovrebbe suonare un'acustica dopo averla ben plasmata con un (buon) equalizzatore. Questo non lo rende un microfono versatile, piuttosto un tool completamente diverso, con il quale divertirsi, sperimentare e lasciarsi sorprendere, ma che diventa poi un amico affidabile e solido quando la tua idea è riprendere delle acustiche e farle fumare.

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