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  1. 32 kHz L'avatar di Angix
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    17th February 2016,  18:39
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    Ragazzi io non posso che dare ragione praticamente a tutto quello che è stato scritto.
    E ringrazio tutti, sapendo benissimo "il calibro" di chi è intervenuto.
    Tante cose le avrei consigliate io stesso se un altro utente avesse fatto la mia domanda.

    Ma purtroppo la realtà è quella che vi ho descritto.

    Il lavoro che sto facendo non è un divertimento, credetemi.
    Anche perché siamo un gruppo di 8 elementi e capite bene che anche solo organizzare le registrazioni per ciascuno non è facile.

    Non siamo dei ragazzini, non siamo dei professionisti, ognuno di noi ha i suoi impegni lavorativi/familiari, per cui la cosa purtroppo si trascina inevitabilmente all'estremo.

    Se avessimo avuto il budget, io adesso andrei in uno studio a far ascoltare i miei mix solo per dare un'idea della sonorità del brano, dopodiché darei in mano tutto ad un professionista che rifarebbe tutto quello che riterrebbe necessario.


    La scorsa settimana, quando ho fatto ascoltare il tutto, la mia domanda è stata: "dimmi onestamente se ritieni necessario un re-missaggio del materiale oppure se per te è sufficiente il Mastering".
    La risposta è stata "basta il Mastering".

    Il discorso degli stem l'ho iniziato io, mea culpa, ritenendo di dare all'me un minimo di azione in più su leggere correzioni da fare in casi specifici.
    E' una cosa che mi tranquillizza anche psicologicamente, ben conoscendone i caratteri tecnici.

    Riguardo agli stem, seguirò quanto consigliatomi.


    Vi ringrazio molto.

  2. I seguenti utenti ringraziano Angix per questo utile post:

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    mollyer (18th February 2016)

  3. Eroe del forum (Admin) L'avatar di lordadb
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    17th February 2016,  23:51
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    A questo punto, però, tienici informati sull'esito della "cura" e - prima ancora - su quale scelta baserai la consegna del materiale all'ME.

  4. Banned
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    18th February 2016,  00:35
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    Lattugo,
    lungi da me il mettere in discussione la validità delle scelte di Angix o le sue capacità, ci mancherebbe, nemmeno le conosco.
    Anzi hai il sacrosanto diritto di fare ciò che ti pare senza badare alle considerazioni altrui, in primis le mie.

    Le mie sono solo riflessioni sulla validità dei prodotti attuali in un mercato totalmente saturo.
    Perchè quel "...e sfornano lavori di tutto rispetto dai propri project studios" è estremamente relativo e circostanziato da ciò che uno concepisce come prodotto valido.
    Mi verrebbe da chiederti, e di che dischi parliamo?

    Stai parlando ad uno che considera il 90% della roba che esce qui in italia, project studio o studio "pro", analog o digital che sia, prodotti di medio scarso livello.
    Sarò difficile e troppo pretenzioso io, probabile, me lo dico pure io a me stesso visto che non faccio nemmeno a tempo di chiudere un disco che penso già a come potermi migliorare con il successivo.

    Mi pare surreale pensare che io volessi passare il messaggio "o A. Road o niente". Dai, su.
    Sono d'accordissimo invece sul "Un disco non può costare 10 e rendere 5". Non ci piove.

    Ma è anche vero che quel 10 una volta costava dieci volte tanto il 10 di oggi.
    Gli studi si tirano giù le braghe pur di lavorare. Puoi accedere a tecnici, stanze e strumentazione inaccessibile fino a 15-20 anni fa.
    Non è così inaccessibile. Di certo non è gratis come farselo da soli. Ma nemmeno questo è gratis, anzi.

    Fine dell'ictus mentale.
    Buon mastering Angix :-)

  5. 32 kHz L'avatar di Lattugo
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    18th February 2016,  01:17
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    Citazione Originariamente Scritto da Dancok Visualizza Messaggio
    Mi verrebbe da chiederti, e di che dischi parliamo?
    Di buona parte della produzione di etichette con una solida reputazione come Inside Out o Cuneiform (in USA).
    Cito queste in quanto sono le realtà che conosco direttamente visto che mi occupo di (e indegnamente occupo) questa nicchia.

    Lat.
    Ultima modifica di Lattugo; 18th February 2016 alle 01:23

  6. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di PAPEdROGA
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    18th February 2016,  01:42
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    Cuneiform per mia ignoranza non la conosco, ma all' interno di Inside Out mi pare che le produzioni piu "importanti" o "interessanti" o "note" o "ben riuscite" siano tutt' altro che home made.
    Penso già solo ad Haken (Jens Bogren @ Fascination... siamo tranquillamente oltre 1000€ a brano di post prod, in uno studio e con un tecnico con sonorità ricercate in tutto il mondo, altro che home), Devin Townsend, Leprous, Pain of Salvation, LaBrie (tutte ultime release che, se non ricordo male, vengono più o meno tutte dallo stesso "giro"... Bogren, Ornborg, Castillo)... e mi fermo qui.

    Le realtà di spicco, all' interno di questa (bella e notevole, per quanto mi riguarda) etichetta, sono tutt' altro che home.
    Detto da uno che conosce Inside Out "dall' interno", avendoci lavorato più volte e collaborando con una certa costanza con qualche manager e con uno dei loro tecnici di mastering di riferimento.
    Giampiero Ulacco
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  7. I seguenti utenti ringraziano PAPEdROGA per questo utile post:

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    Turi Curello (18th February 2016)

  8. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di classic
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    18th February 2016,  09:03
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    Tutto hanno detto giuste osservazioni sia in un senso (più rispettosi del quesito di partenza del Thread) che nel senso di "suggerire" in qualche modo una "revisione" del mix...
    ed entrambe le cose ci stanno, ormai ci si conosce da una vita e la cosa di cui soprattutto ci importa (parlo a nome di tutti) è un risultato il più possibile valido...
    quindi @Angix sa benissimo che se volesse potrebbe ad esempio mettere a disposizione le tracce di un brano per un minicontest di mix, solo per togliersi qualche curiosità in merito a "come sarebbe venuto"...
    oppure anche no e in tal caso aspetteremo di ascoltare il risultato finale, in ogni caso sono contento che stai chiudendo un progetto, so quanto lavoro c'è dietro (io pure sto è un anno che sto registrando la voce sempre dei stessi brani per avere un risultato migliore!) e non posso che felicitarmi con te

  9. 32 kHz L'avatar di Lattugo
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    18th February 2016,  10:49
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    Citazione Originariamente Scritto da PAPEdROGA Visualizza Messaggio

    Le realtà di spicco, all' interno di questa (bella e notevole, per quanto mi riguarda) etichetta, sono tutt' altro che home.
    Detto da uno che conosce Inside Out "dall' interno", avendoci lavorato più volte e collaborando con una certa costanza con qualche manager e con uno dei loro tecnici di mastering di riferimento.
    Eh appunto,

    nel pacchetto di offerta di questa "bella e notevole etichetta" accanto a produzioni "tradizionali" con i controfiocchi ci sono album prodotti e missati direttamente dagli artisti nei propri project studios (project, non home nota bene). Ad esempio tutti i progetti che ruotano intorno a John Mitchell. Per la stessa etichetta escono/sono usciti almeno quattro suoi gruppi.

    La reputazione di Inside Out è, come giustamente dici, molto elevata e di certo non accetterebbe prodotti che sfigurano accanto agli altri, nel suo catalogo.

    Lat.

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    18th February 2016,  11:48
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    Grazie Lattugo per la risposta.

    Beh, direi che se parliamo di budget da 1k a brano in post siamo ampiamente distante da qualsiasi parvenza di home-made.

    Comunque sia, hai accennato ai progetti prog oriented di John Mitchell prodotti a livello project studio.
    Solo per capire la tua percezione di prodotto di qualità e il tuo metro di giudizio, questi lavori rientrerebbero in quello che tu consideri prodotti all'altezza?

    https://www.youtube.com/watch?v=U-9T4WdmlCc
    https://www.youtube.com/watch?v=tM2DG_6BfN0

  11. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di PAPEdROGA
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    18th February 2016,  12:26
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    Citazione Originariamente Scritto da Lattugo Visualizza Messaggio
    di certo non accetterebbe prodotti che sfigurano accanto agli altri, nel suo catalogo.
    Ho esperienze opposte in merito...

    Ma, al di là del caso specifico, nessuna label scarta un disco mal prodotto se questo ha comunque buone possibilità di vendita, sia per via dei brani sia per via dei nomi coinvolti.
    La questione è che, poi, quando vai a guardare recensioni e classifiche e guardi "chi ce la fa" e va avanti, è praticamente sempre chi ha investito sull' oggettiva qualità dei propri dischi.
    Quindi personalmente eviterei il ragionamento "buona etichetta = buona produzione". Anche perché di roba da mettersi le mani nei capelli se ne sente anche sotto major.

    Ma certo, questo non significa che certi project non possano competere con altre situazioni più grandi, o che certi dischi realizzati "in home" non siano a volte migliori di mille altri realizzati in grossi contesti. Assolutamente. Pensa già solo all' ultimo disco dei Periphery, prodotto registrato e missato dal bassista nel suo home studio, che è un vero e proprio masterpiece per il genere ed è addirittura stato in top billboard USA per qualche settimana.
    Così come nessuno vuole dire che il disco di Angix non possa essere di livello. Anzi, qui dentro facciamo sicuramente tutti il tifo perché lo sia
    Giampiero Ulacco
    Mixing Engineer

  12. I seguenti utenti ringraziano PAPEdROGA per questo utile post:

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    classic (18th February 2016)

  13. 32 kHz L'avatar di Lattugo
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    18th February 2016,  12:44
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    Citazione Originariamente Scritto da PAPEdROGA Visualizza Messaggio
    Quindi personalmente eviterei il ragionamento "buona etichetta = buona produzione".
    Ovviamente possiamo parlare di "qualità" sotto accezioni molto diverse.

    Quando il cliente compra il cd, lo ascolta godendoselo, lo rimette nel lettore cinque anni dopo l'acquisto e compra la nuova release dell'artista che nel frattempo è uscita, ecco che il fulfilment del concetto "qualità" per l'etichetta è assicurato.
    E l'editore che vuole vedere la sua reputazione durare nel tempo deve pubblicare lavori con determinate caratteristiche.

    E anche il cliente giudica la qualità in base alla propria esperienza d'ascolto, non si preoccupa, di norma, di aspetti della realizzazione tecnica ma se il disco suona male tenderà a penalizzarlo, specie negli ascolti a distanza di tempo.

    Almeno in generale, perché anche lì ci sono casi particolari che farebbero pensare il contrario, beninteso...

    Poi c'è la qualità come la intende il fonico, della quale, in genere, importa poco a tutti gli altri soggetti

    E' ovviamente una provocazione, ma con un fondo di verità...

    Lat.

  14. 32 kHz L'avatar di Lattugo
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    18th February 2016,  12:58
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    Citazione Originariamente Scritto da Dancok Visualizza Messaggio
    Comunque sia, hai accennato ai progetti prog oriented di John Mitchell prodotti a livello project studio.
    Solo per capire la tua percezione di prodotto di qualità e il tuo metro di giudizio, questi lavori rientrerebbero in quello che tu consideri prodotti all'altezza?
    John Mitchell è il primo che mi è venuto in mente, ma si potrebbero fare tanti esempi.
    Non dico io se sono o non sono all'altezza, fatto sta che sono lavori pubblicati per una delle etichette più prestigiose, se quei signori hanno dato il semaforo verde vuol dire che pensano di far contenti i propri clienti.

    I due lavori che hai postato non li conosco, mi spiace, perciò faccio fatica ad esprimermi. Però conosco bene questo, che è di qualche anno fa:



    Che imho non ha particolari problemi a stare nel suo mercato, suona un po' retro sotto certi aspetti ma è una scelta.

    Poi se parliamo di gusti, sfumature e analisi spettrali possiamo discutere all'infinito su questo e tutti gli altri dischi del mondo, ma non mi pare sia questo l'ambito di discussione.

    Lat.

  15. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di PAPEdROGA
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    18th February 2016,  13:33
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    Citazione Originariamente Scritto da Lattugo Visualizza Messaggio
    Poi c'è la qualità come la intende il fonico, della quale, in genere, importa poco a tutti gli altri soggetti
    Sì e no. O meglio, più no che sì.
    Imho, ovviamente.

    Se "il fonico" è realmente in gamba, conosce il gusto "della platea" e sa quali sono gli aspetti qualitativi richiesti dall' ascoltatore.
    Ovvero... conosce il genere, i suoi stilemi, le sue necessità, il suo storico e, magari, sa anche come osare per dare all' ascoltatore qualcosa di nuovo che lo attragga un po' più rispetto ad altre produzioni.

    Se il fonico è un po' meno in gamba, invece, utilizzerà parametri personali che non sono poi "universalmente riconosciuti". Quindi il disco sarà "di qualità" per lui e per il suo cane, mentre sarà un grosso "estica**i" per il resto del mondo.

    Il problema di fondo, a mio modo di vedere la cosa, è l' alone di soggettività che si tende a buttare in tutto ciò che non abbiamo sotto controllo in questo settore.
    Se il mio brano non funziona e nessuno lo considera, difficilmente avremo l' intelligenza e la freddezza di metterci a tavolino per capirne il perché ed imparare da questo. Diremo invece "non ha avuto la giusta visibilità" o "non sono stato compreso".
    La stessa cosa succede nel campo "tecnico" (che poi di tecnico ha un 1%, perché per il 99% del tempo un tecnico di registrazione o mix svolge un lavoro artistico), dove se il disco che ho realizzato non ottiene il plauso di più o meno chiunque lo abbia ascoltato non ci si mette a tavolino a chiedersi cosa di oggettivamente non bello ci sia stato nel tuo lavoro, ma si pensa "gli altri non hanno buon gusto".
    E poi c'è la parte peggiore, ovvero il tecnico che a fronte del suo disco che non piace ed un altro che piace, tra il suo che non funziona ed un altro che funziona, pensa "mah, è meglio il mio". Ed è il 99% dei casi, purtroppo.

    La questione che, a mio parere, tira giù drasticamente il livello delle autoproduzioni è esattamente questa: il non avere la maturità (intellettuale o d' ascolto) per riconoscere il proprio limite effettivo e buttare il tutto su un discorso soggettivo, dove io sono nel giusto ed il resto del mondo non arriva a capirlo.
    (Chiaramente non tutte le autoproduzioni. Ci mancherebbe. Ma lo abbiamo già detto...)

    Scendendo nel pratico...
    più o meno chiunque ami il genere percepisce la differenza nella resa tra un "In Absentia" e "The Tall Ships" degli It Bites. Dubito si possa sostenere il contrario. Ma sai chi potrebbe non percepirla? Mitchel
    Chiaramente è una solo battuta. Me ne vedo bene dal giudicare Mitchell, come chiunque abbia iniziato a fare musica da prima che nascessi e per cui quindi non posso che provare un forte rispetto. Senza considerare il livello che lui ha raggiunto ed io no

    https://www.youtube.com/watch?v=0UHwkfhwjsk
    Ultima modifica di PAPEdROGA; 18th February 2016 alle 13:36
    Giampiero Ulacco
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  16. I seguenti utenti ringraziano PAPEdROGA per questo utile post:

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    classic (18th February 2016)

  17. Banned
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    18th February 2016,  14:37
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    Citazione Originariamente Scritto da PAPEdROGA Visualizza Messaggio
    La stessa cosa succede nel campo "tecnico" (che poi di tecnico ha un 1%, perché per il 99% del tempo un tecnico di registrazione o mix svolge un lavoro artistico)
    https://www.youtube.com/watch?v=0UHwkfhwjsk
    Totalmente d'accordo, cosa che dico da sempre e che la maggioranza si dimentica scambiando il tecnico per un topo da laboratorio.
    Registrare e mixare sono un'arte.
    Farsi il disco da soli pregiudica pesantemente tutto questo.
    Ecco perchè insisto su queste tematiche. Per il bene della musica e di chi come Angix suda per scriverla, suonarla e produrla.

    E mi trovo sulla linea di pensiero delle restanti riflessioni che hai fatto, schiette e sincere.

    Mi rivolgo a tutti gli interlocutori.
    Io non so cosa ascoltiate e che parametri utilizziate per valutare la caratura di un lavoro.
    Il mio personalissimo pensiero (il che significa che potete tranquillamente essere in totale disaccordo) è che ritengo i lavori citati negli ultimi post risultati mediocri e di medio basso livello.
    In Absentia citato da Pape è fuori di dubbio superiore ai restanti ma alle mie orecchie suona come un prodotto mediamente decente, non oltre.

    I restanti citati di Mitchell alle mie orecchie suonano come dei demo, compreso quello postato da Lattugo.

    Mi scuso se tutto ciò suona come un'esagerazione ma per me non lo è affatto.
    E se mi rivolgo a voi per condividere alcune riflessioni è soltanto perchè se lo facessi con la mia vicina di casa, lei non riuscirebbe a cogliere la differenza tra un disco di Paul Mc Cartney e una band di paese che fa Paul Mc Cartney.

    A me non interessa se il pubblico non coglie differenze, mi interessa cosa ne pensate voi.

  18. 32 kHz L'avatar di Lattugo
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    18th February 2016,  14:44
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    Eheh... lo sapevo che ci s'intricava nel difficile.

    Pape, quel che scrivi in parte lo condivido, però....

    Anzitutto lo stesso confronto possiamo farlo tra "In absentia" e svariate decine di altri dischi usciti da catene "tradizionali" e avremmo lo stesso esito.

    Mi stai paragonando due realtà in cui una ha un potenziale di utenza qualche decina di volte più ampio dell'altra, e di conseguenza anche il budget.

    Dunque, se la domanda è (stante un buon prodotto di partenza) "se abbiamo i mezzi per coinvolgere le migliori strutture e i migliori tecnici, il lavoro tenderà ad essere qualitativamente migliore?"
    Ovvio che la risposta sia scontata.

    Però resta il fatto che anche ammesso che una differenza qualitativa ci sia non è talmente ampia da pregiudicare ai due prodotti di stare sullo stesso scaffale.

    Dico "ammesso che ci sia" perché il giudizio è sempre inevitabilmente soggettivo, almeno in parte. Gli Echolyn si autoproducevano anche quando erano sotto Sony. Il produttore/arrangiatore/musicista Brett Kull ha un approccio al mix decisamente talebano: ha quasi abolito compressione ed eq, e sui suoi lavori il mondo degli ascoltatori è diviso: chi dice che fanno schifo, e chi dice che l'esperienza di ascolto e di purezza degli ultimi lavori degli Echolyn è inarrivabile. Chi ha ragione?

    L'autoproduzione non è una scelta suicida, è sempre ragionata in funzione dei vincoli di bilancio. Se il musicista ha budget per permettersi degli ottimi tecnici stai sicuro che lo fa. Steven Wilson ha chiamato Alan Parsons per l'ultimo (o il penultimo lavoro) ma se deve ingaggiare un tecnico di seconda fascia si produce e si mixa da solo.

    In tutte quelle situazioni in cui si è oggettivamente in condizione di optare per l'una o per l'altra scelta (come questa del TS) occorre valutare pro e contro di ognuna e poi verificare l'esito alla fine, ma nessuna delle due parte necessariamente avvantaggiata.

    Quanto deve spendere un artista già skillato e attrezzato per pagare un tecnico che gli dia un risultato significativamente migliore?
    Il costo si ripaga nel bilancio di progetto?
    Gli acquirenti pagheranno un premio per questo apporto? (Si venderanno copie in più?).

    Poi, come dici tu, avere l'onestà di giudicare imparzialmente è una dote estremamente rara, ma mi sembra anche normale. Per un artista giudicare il suo lavoro è una roba molto ma molto complessa.

    Lat.

  19. 32 kHz L'avatar di KARIBUMASTERING
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    19th February 2016,  09:45
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    Mi re-inserisco nello scambio di opinioni, anche se OT rispetto all'inizio, ma penso che @Angix ci scuserà...e ne approfitto intanto per fargli anche da parte mia un augurio per il miglior risultato del suo lavoro

    Secondo me entriamo in un loop dal quale difficilmente se ne potrà uscire con una visione univoca: stiamo di fatto parlando di giudicare oggettivamente la qualità di un prodotto nel quale scindere la parte artistica da quella tecnica è a mio parere impossibile.

    Se vogliamo fare un confronto meramente tecnico sarà necessario innanzitutto fissare dei paramentri di giudizio, altrimenti rischiamo di confrontare pere con mele, perciò dovremmo, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo ovviamente, se vogliamo giudicare le produzioni "in gara" secondo:

    - fedeltà della ripresa rispetto alla fonte originale: già qui ci intampiamo...si parlasse di musica classica questo sarebbe un paramentro determinante (e ancora si potrebbe prima disquisire sull'ambiente originario dove i musicisti hanno suonato...), ma se trattiamo alt-prog-rock-triccheballacche vari, quanto questa variabile è rilevante?
    - assenza di distorsioni armoniche: ok escludiamo il metal e derivati dalla competizione
    - rispetto delle dinamiche originali: come sopra...e sopra ancora...
    - originalità delle scelte sonore: già solo l'uso del termine originalità esclude in se un giudizio
    - successo commerciale: rispetto a quale mercato? E' mainstream? E' un prodotto di nicchia?

    e chi più ne ha più ne metta...

    ...in sostanza (e perdonatemi il tentativo comunque volutamente ironico di "scientificizzare" un'analisi, è la mia catarsi da vecchio topo di laboratorio...) credo che definire in modo "oggettivo" il valore di una produzione non sia possibile neanche dal lato tecnico.

    Chiaramente vedendo la cosa dal punto di vista del professionista il successo commerciale di una produzione è un parametro che non può essere ignorato, non fosse altro che per il fatto che è forse quello che genera maggior credito e pertanto maggior ritorno lavorativo, ma sappiamo anche qui che ciò è molto più rilevante per un professionista di livello medio/medio-alto che non per uno top-class: giusto per fare un esempio nel mio settore se un album uscito da Ted Jensen floppa potrà anche essere additato ad esempio del suo declino nelle comunità tecniche, ma lui resterà Ted Jensen e continuerà ad avere lo studio fully-booked da grandi produzioni (e pertanto la probabilità di flop si riduce proporzionalmente...), se un master che faccio io non ritorna produttori e SE mi guarderanno come l'ennesimo ME che cerca uno spazio nel mercato...

    Sono pienamente d'accordo sulla difficoltà di giudicare il proprio lavoro, c'è sempre insita nell'essere umano la tendenza a giustificare un insuccesso (spesso è anche solo un meccanismo di difesa che permette di trovare la forza per non mollare) additando altrove per cercarne le colpe, anch'io l'ho fatto spesso soprattutto da giovine e imberbe ...ma è anche vero che sviluppare questa capacità autocritica è probabilmente una delle qualità più importanti per un professionista che lo distingue da un amatoriale, per cui nel momento in cui il risultato ottenuto non è degno delle aspettative è altamente consigliabile fermarsi e chiedersi "che cosa ho/non ho fatto che avrei potuto?"...qualcosa salterà sempre, e se non è così è perché probabilmente è necessario sbollire un po' di emotività e ri-analizzare la cosa a mente/cuore freddi...
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  20. I seguenti utenti ringraziano KARIBUMASTERING per questo utile post:

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    Lattugo (19th February 2016)

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    19th February 2016,  12:38
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    Ciao,
    condivido la tua analisi Karibu perchè è ragionevole e relativista.
    Ma con alcuni appunti.

    L'aspetto artistico inteso in senso classico, ovvero la mera scrittura degli arrangiamenti e della performance, può essere scisso dalla dimensione tecnica (registrazione, mix e mastering)?

    La maggior parte sarebbe pronta a sostenerlo. Per me non è così immediato, considerando che:
    - il suono di un amplificatore influenza la scrittura di una parte chitarristica
    - un microfono influenza la performance vocale in cuffia
    - un drum kit influenza la resa e l'intensità di un batterista ovvero i suoi fill e il suo groove
    Ecc.

    Ma soprattutto:
    - musicisti con alto livello di consapevolezza scrivono musica pensando al mix

    Se si vuole discutere seriamente, la portata artistica di una band va ben oltre la sala prove.
    Pezzi scritti bene, che funzionano, che generano emozioni, diventano tali perchè vengono pesati e contestualizzati nella fase di produzione.

    Imho, abbiamo voglia a sostenere che due prodotti non possono essere confrontati, anche se di genere musicale opposto destinati a mercati differenti.
    Stiamo praticamente sostenendo che la realizzazione di una macchina da corsa condotta in un garage di appassionati non può essere confrontata con quella realizzata in un'officina meccanica e questa con quella di un team di formula 1 perchè i contesti, gli interessi ultimi, i fruitori, i mezzi e la visibilità sono differenti.
    Imho, facendo così non si va da nessuna parte.

    Sinceramente la caratura di un disco la si riconosce subito, immediatamente.

    Sostengo questo nella misura in cui (se ne parlava tempo fa dall'altra parte) l'ultimo disco di Prince è superiore al disco di Suor Cristina senza se e senza ma.
    Aggiungendo che, non è che siccome la ragazzina si emoziona di più ascoltando Suor Cristina che Prince allora il confronto tra i due incomincia a traballare.
    Probabilmente la cultura della ragazzina non va oltre il motivetto della radio ed è normale che preferisca la nutella alla confettura di fichi dello chef.


    Il livello di una produzione è palese a chi ha un minimo di esperienza, senza il benchè minimo dubbio su chi e cosa.
    E non è affatto soggettivo, è onestà individuale.
    TUTTI i dischi considerati di alto livello sono uguali perchè tutti hanno le stesse caratteristiche.
    - Suoni spessi e separati
    - MID/low range controllato, spinto e in faccia
    - Reparto alto controllato, no sibilanze, no affaticamento dell'orecchio anche a volumi alti
    - Stereofonia gestita artisticamente e a servizio dell'illusione psicoacustica
    - Zona 300-700hz gestita senza esubero e senza lacune
    - Suono generale caldo, profondo e tridimensionale
    - Gestione della micro/macro dinamica (nel senso che c'è, esiste)
    - Sub affilate con un chiodo

    Tutto questo a prescindere da mix naturali/preservatori della realtà o filtrati/artificiali.

    Un pezzo cantautorale di alto livello con due tracce, voce e chitarra ha le stesse caratteristiche di un pezzo hip hop o EDM.

    Ecco perchè ritengo qualsiasi giustificazione di genere, livello dei mezzi utilizzati, di mercato, di condizioni, scuse per non ammettere che il proprio prodotto o quello di un altro si attesta semplicemente ad un altro livello.

    Ecco perchè alle mie orecchie possono arrivare tutte le giustificazioni del mondo sui dischi sopra citati ma rimane il fatto che, imho, rimangono dischi di medio-basso livello.
    Succede anche son produzioni grosse, figuriamoci al di sotto di queste.

  22. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di classic
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    Mi sembra che Karim facesse un discorso diverso e cioè che anche confrontando diversi ottimi prodotti ci siano differenze di stile e impostazioni... mi è piaciuta anche la 2a parte sull'autocritica

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    Non vi è alcun dubbio su questo o tutti i dischi suonerebbero simili.
    Ma tutti i dischi di alto livello hanno le stesse identiche caratteristiche e si palesano dopo pochi secondi d'ascolto, a prescindere dal genere.

  24. 44,1 kHz (16bit) L'avatar di PAPEdROGA
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    Concorco con quanto detto da Dancok.

    Riguardo ciò che diceva giustamente Karibu, è difficile, o meglio impossibile, definire tutti i parametri di valutazione che possano permettere di stabilire cosa sia valido e cosa no. E sicuramente quelli indicati (fedeltà, distorsione, ecc) a mio parere NON sono assolutamente parametri rilevanti ai fini della riuscita sonora di un brano. Nemmeno di striscio.
    E' impossibile perché i parametri sono infiniti. Ma, come giustamente dice Dancok, ci sono degli aspetti che sono ricorsivi. Aspetti che, se vengono a mancare, in qualche modo fanno cadere la baracca.
    Eppure, al contrario, non è detto che un disco che soddisfa quei requisiti, come altri requisiti, sia poi di conseguenza un disco oggettivamente ben suonante.

    E' alchimia, come in qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica.
    Ciò nonostante, un grado di universalità del bello c'è. Lo vediamo in ogni arte. Lo scarabocchio di mio nipote non è bello quanto la cappella sistina, e solo mio nipote può pensare il contrario.

    Per quanto riguarda il tentativo di stabilire dei parametri, i miei sono un po' differenti rispetto a quelli di Dancok. Non nel senso che non condivida i suoi, che anzi condivido in pieno, ma nel senso che personalmente li ho sempre codificati in modo differente.

    Per dirne qualcuno che personalmente ho "instintivamente" sempre in considerazione (in riferimento a qualcosa che sia più o meno vicino al rock):

    Punch e movimento ritmico
    Bilanciamento tra gli elementi
    Bilanciamento dello spettro
    Larghezza
    Profondità
    Definizione
    Intellegibilità delle parti
    Tridimensionalità
    Evoluzione del brano
    Pathos
    ...e sicuramente ora me ne sfuggono altri che invece ho inconsciamente sempre sotto controllo.

    La questione è che ognuno di questi elementi potrebbe essere diviso in mille sottocategorie.
    E, se è sicuro che la "non soddisfazione" di uno o più dei "requisiti" elencati sopra porta inesorabilmente ad una scesa nella qualità sonora di un disco, è sicuro anche che, pur arrivando ad un ipotetico voto 10 di ognuno di questi parametri, potrebbe comunque non venir fuori un bel disco.

    Tutto rigorosamente IMHO, chiaramente
    Giampiero Ulacco
    Mixing Engineer

  25. 32 kHz L'avatar di KARIBUMASTERING
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    19th February 2016,  20:04
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    Direi tutte posizioni più che sostenibili...quello che intendevo Pape non è tanto su quali parametri (li ho campati lì non con l'intenzione di darne di validi, tu e Dancok siete stati sicuramente più attendibili e dettagliati in merito.

    Quello che sostenevo è che già solo alcuni di quelli da te elencati come Pathos, bilanciamento ritmico, punch ecc...sono per definizione non misurabili scuentificamente, per cui difficilmente oggettivabili.

    Con tutto che concordo al 100% sul fatto che un gran disco che suona alla grande semplicemente "si sente" e macroscopicamente concordiamo tutti, così come uno che "non suona"...ed è fuori di dubbio cone giustamente ststenuto.

    Il difficile che scrivevo è definire e midurare questi parametri in modo univoco.

    Ce n'è bisogno? In effetti no...mettiamo su il cd, ascoltiamo e diciamo "Porc××× che f×××ata" oppure "mmmm che c×××ata"...

    Però è piacevole filosofeggiare un po' con i colleghi no?
    KARIBU Mastering Studio
    ...everything needs to be mastered!
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